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Fine dello stato di emergenza da COVID-19: cosa cambia per le aziende? Aggiornamento su green pass e smartworking

Fine dello stato di emergenza da COVID-19: cosa cambia per le aziende?

  • 21/03/2022
Aggiornamento su green pass e smartworking

Sulla base delle anticipazioni fornite dal Governo, il giorno 31 marzo 2022 non sarà rinnovato lo stato di emergenza da COVID-19. Questo elemento contribuirà ad un graduale ritorno alla normalità per le aziende ma tale percorso sarà certamente effettuato a step successivi.

Per quanto riguarda gli obblighi di verifica del Green Pass per l’accesso ai negozi, entrato in vigore il 1° febbraio scorso, questo non sarà più valido dal 1° aprile ma sarà mantenuto l’obbligo di verifica per l’accesso in azienda dei dipendenti, che continuerà fino al 30 aprile 2022. L’obbligo vaccinale per gli over 50 anch’esso scadrà con la fine del mese di marzo 2022.
Da un punto di vista privacy, sarà importante per il Titolare reagire prontamente alle nuove disposizioni, provvedendo all’aggiornamento delle procedure interne relative al controllo Green Pass e del Registro dei trattamenti, eliminando tutto ciò che non risulti più attuale sulla base delle disposizioni normative in vigore in tema di COVID-19.

Per quanto attiene invece alle modalità di svolgimento dello smart working, la modalità semplificata concessa fino ad oggi dall’inizio della pandemia sarà prorogata fino al 30 giugno 2022. Così dal 1° luglio le aziende che vorranno continuare ad utilizzare la modalità del lavoro agile per i propri dipendenti, dovranno procedere alla conclusione di un accordo individuale con ogni singolo dipendente per consentirgli, ove sussista la volontà di quest’ultimo, di poter lavorare parzialmente dal proprio domicilio. Il suggerimento è quindi quello, per chi vorrà continuare ad avvalersi dello strumento dello smart working, di coordinarsi con il proprio consulente del lavoro e con il servizio di prevenzione e protezione aziendale nei prossimi mesi per procedere alla redazione degli accordi singoli da sottoporre ai lavoratori e di un regolamento specifico che ne disciplini il comportamento.
Questo è particolarmente importante per garantire che il lavoratore continui a svolgere le sue mansioni in modo produttivo e in sicurezza anche dal proprio domicilio. Dal punto di vista invece del trattamento dati personali la modifica non ha effetti pratici in quanto non è rilevante la base giuridica per la quale il lavoratore esegue la propria prestazione parzialmente da casa, che sia un accordo individuale o lo stato di emergenza da COVID-19.

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